Sono tante le motivazioni che spingono gli italiani a giocare alle scommesse sportive, ma quella che primeggia maggiormente è la vincita di soldi. Non si diventa certo milionari, come potrebbe accadere con i Gratta & Vinci, il Superenalotto e il Lotto; eppure, è un settore in forte crescita e la presenza delle agenzie sul territorio nazionale è triplicata negli ultimi cinque anni.

Le scommesse vennero legalizzate per la prima volta il 2 giugno 1998, poco prima dell’inizio dei mondiali francesi. Si poteva giocare soltanto presso le agenzie abilitate, mentre non era permesso online. Da lì in poi fu un escalation. Gli scommettitori abituali aumentavano a dismisura, e contemporaneamente iniziava a perdere appeal il Totocalcio, ormai relegato nel quasi dimenticatoio e prossimo ad essere sostituito da un nuovo concorso, così come stabilito nella Legge di Bilancio 2019.

Prima del 2 giugno 1998, era considerato illegale. Ciò non dissuase molte persone a creare un giro di scommesse clandestine, definito Totonero, il quale diede vita la più grande scandalo del calcio italiano datato 1980. La bolla scoppio quando Massimo Cruciani, commerciante ortofrutticolo, si fece convincere da alcuni giocatori della Lazio a puntare soldi su alcune partite truccate. Siccome alla fine non vinse, denunciò l’accaduto e i responsabili presso la Procura di Roma.

Da questo episodio partì un’indagine che coinvolse calciatori e addetti ai lavori. Nessuna condanna a livello penale, ma in ambito sportivo molti tesserati di Serie A e B vennero squalificati e squadre come Milan e Lazio retrocesse nella serie cadetta. Da quando è diventato legale, sono accaduti episodi del genere, seppur in misura notevolmente ridotta.