Chi già pregustava una semifinale di Coppa Italia dal sapore antico e dall’accesa rivalità è rimasto deluso. Roma e Juventus hanno mostrato il peggio del loro repertorio e sono state giustamente eliminate dalla Fiorentina la prima e dall’Atalanta la seconda.

Per i giallorossi l’umiliazione è stata veramente devastante: 7 gol subiti al Franchi, figli di una prestazione a dir poco imbarazzante. Dopo i due gol segnati al 7° e al 18° da Chiesa (grande prestazione la sua), la Roma era stata capace di rientrare in partita al 28° grazie ad un sinistro imprendibile di Kolarov. Le speranze di rimonta giallorosse si sono però infrante al 33°: Muriel, servito da Biraghi, ha battuto imparabilmente Olsen. Da quel momento in poi, è iniziata la Via Crucis giallorossa.

Di Francesco ha provato a scuotere la squadra inserendo Dzeko e Lorenzo Pellegrini per Pastore e Nzonzi. Ma l’effetto non è stato quello sperato. Dopo un’ottima occasione sciupata di testa al 15° da Zaniolo, ci pensa Benassi a chiudere la contesa con un gol nato da un disimpegno errato di Cristante. Dopo l’espulsione di Dzeko per proteste, la Fiorentina ha completato l’opera di umiliazione segnando ancora con Chiesa e due volte con Simeone.

Invece a Bergamo è andato in scena il replay della prova incolore dell’Olimpico contro la Lazio. Se, in quella occasione, la Juventus era riuscita a ribaltare lo svantaggio, contro l’Atalanta il “miracolo” non si è ripetuto. La squadra è apparsa stanca fisicamente e mentalmente al cospetto dei nerazzurri, in palla e con un Duvan Zapata che si sta confermando bomber di levatura europea.

Due dei tre gol che hanno causato la sconfitta sono nati da errori individuali. L’uno a zero si materializza al 37° quando Cancelo si fa rubare palla nella trequarti juventina da Castagne il quale, con una prateria completamente libera davanti, non ha faticato molto a battere Szczesny. Il raddoppio è arrivato due minuti dopo: Zapata fa partire un forte tiro dal limite con la palla che passa a fil di palo. Il terzo gol si materializza all’86° quando De Sciglio si rende colpevole di un corto retropassaggio in direzione di Szczesny. Zapata ne approfitta e batte il portiere in disperata uscita.

E la Juve? Pochi i tentativi per raddrizzare la partita. In campo non c’erano 11 calciatori ma altrettante comparse, compresi quelli subentrati dalla panchina. La Champions è alle porte. Allegri dovrà da lavorare molto per recuperare gioco, condizione fisica e motivazioni.