Quando hai un Dio del calcio in campo e una sana dose di fortuna, una vittoria inizialmente non scontata può diventare roboante. E’ quanto successo ieri sera al Barcellona, squadra non più totale del passato ma capace di attaccare e soffrire quando necessario. Poi c’è Lionel Messi, la ciliegina sulla torta, il non plus ultra dei blaugrana: il 3-0 finale sul Liverpool è tutto farina del suo sacco.

Nel primo tempo, il Liverpool mette subito sul terreno di gioco aggressività e velocità. Al 5’, un contatto in area tra Piquè e Manè viene giudicato ininfluente dall’arbitro Kuipers (scelta giusta), il quale si ripete al 13’ nell’area di rigore del Liverpool, considerando involontario un tocco di mano di Matip, scelta confermata anche dal VAR. Dopo qualche minuto, Keita è costretto alla resa per infortunio: al suo posto entra Henderson. Neanche il tempo di assestarsi che il Liverpool va sotto: Jordi Alba offre una gran palla a Suarez che, sbucando tra Matip e Van Dijk, batte Alisson in spaccata.

Per il Pistolero si interrompe un digiuno in Champions che durava da più di un anno (gol alla Roma il 4 aprile 2018). I Reds reagiscono e sfiorano il pareggio con Manè, che spreca da pochi passi un geniale invito di Milner. Prima dell’intervallo, è proprio quest’ultimo ad andare vicino al gol: la palla esce a lato di poco.

Nel secondo tempo, l’equilibrio si spezza: Liverpool quasi tutto in avanti e Barcellona costretto a rintanarsi negli ultimi 30 metri. I Reds sfiorano la rete in due occasioni: Ter Stegen prima disinnesca un tiro a giro di Milner e poi si ripete su un sinistro di Salah al 53’. Valverde, viste le difficoltà dei suoi, vuole coprirsi: fuori Coutinho e dentro Semedo. Proprio nel momento in cui il gol del Liverpool sembra nell’aria, arriva il raddoppio blaugrana. Messi, in letargo per mezz’ora, si accende all’improvviso, approfittando di una serie di carambole in area: per lui mettere nel sette il tiro di Suarez respinto dalla traversa è un gioco da ragazzi.

Siamo al 75’. Ma il capolavoro arriva sette minuti dopo su calcio di punizione: da 25 metri, il fuoriclasse argentino mostra potenza, effetto ed imprevedibilità, mandando la palla sotto l’incrocio dei pali. Sugli spalti è delirio, in campo pure. Il Liverpool è tramortito, ma va ugualmente vicino al gol con Salah, che da pochi passi colpisce il palo a porta sguarnita. Prima del fischio finale, è Dembélé a mancare clamorosamente la quarta rete. Meglio così, il risultato avrebbe penalizzato oltremodo un buon Liverpool, che non può rimproverarsi di nulla, tranne che di non avere uno come Messi in squadra.