Anche se biscotto in francese si dice “Biscuit” ed in rumeno “Prăjitură”, il concetto non cambia: lo 0-0 di ieri sera a Cesena, considerato alla vigilia scontato, ha decretato l’uscita anzitempo della Nazionale italiana Under 21 dall’europeo.

Anche se eticamente non accettabile (ricordiamo il 2-2 tra Svezia e Danimarca del 2004 che eliminò ai gironi la Nazionale maggiore guidata da Trapattoni dall’Europeo portoghese), è ingiusto accusare Francia e Romania di aver tramato per buttare fuori gli Azzurrini guidata da Gigi Di Biagio, che proprio poche ore fa a rassegnato le dimissioni.

Per entrambe, il pareggio bastava e avanzava per qualificarsi alle semifinali. Perché allora farsi del male?  Se nella stessa situazione si fosse trovata l’Italia, l’atteggiamento sarebbe stato il medesimo. Quindi, è inutile gridare allo scandalo oppure prendersela con le due nazionali. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”, recita un antico proverbio: nel caso specifico, chi ha causato il male è l’intero clan Italia, forse troppo sicuro dei propri mezzi per affrontare la modesta Polonia con un piglio diverso.

E’ facile adesso far ricadere tutte le colpe su Di Biagio, che ha commesso sicuramente qualche errore. Ma, in campo, ci vanno i giocatori, ed era compito loro trascinare questa squadra alla vittoria. Invece, contro i pari età polacchi, supponenza, poca voglia, imprecisione e anche condizione fisica non al meglio hanno prima anticipato e poi sancito l’infausto verdetto.

L’unica adesso rimasta a portare in alto il tricolore della bandiera italiana è la Nazionale femminile, chiamata stasera a dare seguito alla fino ad ora fantastica cavalcata mondiale. Alle 18, nella calda città di Montpellier, le ragazze guidate da Milena Bertolini affronteranno la Cina, squadra tecnicamente inferiore ma da rispettare assolutamente se vogliono arrivare fino in fondo.