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Politano | Immagine da calciomercato.com

“Venni, vidi e…persi”: questo recita stamattina il diario di molti tifosi interisti. Qualcuno l’aveva già scritto in via preventiva il giorno prima, alla luce delle assenze nella gara di Europa League contro l’Eintracht Frankfurt. Altri speravano che coloro che sarebbero scesi in campo potessero ribaltare il pronostico sfavorevole alla vigilia. Purtroppo, è stato rispettato.

L’uno a zero a favore dei tedeschi non deve ingannare. La partita non è stata affatto equilibrata, e se l’Inter ha perso di misura deve ringraziare l’imprecisione dei tedeschi nell’ultimo passaggio e le parate di Handanovic. Dopo la nomea di anti-Juve (?), l’uscita dalla Coppa Italia e, in ultimo, quella dall’Europa League, per l’Inter non resta che conquistare il quarto posto utile per accedere alla massima competizione europea 2019-2020.

Tornando alla partita di ieri sera, c’è ben poco da commentare. L’Eintracht, già pericoloso al 3° minuto con la traversa colpita da Haller, è passato in vantaggio due minuti dopo. De Vrij, nel tentativo di gestire di testa un lancio lungo dei tedeschi, si fa rubare palla da Jovic che batte in uscita Handanovic con un pallonetto.

Il primo tempo prosegue con altri tentativi dei tedeschi, alcuni sventati da Handanovic, e con vari errori tecnici, cross sbagliati, tiri sballati e controlli di palla errati da parte dei nerazzurri. Keita, spesso servito con palla alte o spalle alla porta, poco può fare per superare l’arcigna difesa dell’Eintracht. D’altronde, oltre a non essere una prima punta, non ha neanche la condizione fisica dalla sua parte.

Il secondo tempo è sulla scia del primo. Tedeschi intraprendenti e più volte vicini al raddoppio, Inter incapace di creare pericoli e gioco. Spalletti prova la carta “giovani della primavera”, inserendo prima Esposito e poi Merola. Ma non serve a nulla, non per colpa dei due ragazzini, ma di un’Inter che latita a centrocampo. Perisic inguardabile, Vecino peggio di lui. L’unico a provarci è Politano al 71°, con un tiro da fuori che sfiora il palo. L’agonia termina al 96°. I giocatori tedeschi esultano insieme ai numerosi tifosi sugli spalti, i nerazzurri rientrano mestamente negli spogliatoi. Domenica c’è il derby, partita importante per diversi aspetti. Contro l’attuale Milan ci vuole ben altra prestazione.

Nell’altro ottavo, un distratto Napoli esce sconfitto da Salisburgo per 3-1, ma passa ugualmente il turno grazie al 3-0 dell’andata. Passati in vantaggio con Milik al 14°, con una semi-girata al volo dopo un favorevole rimpallo in area, gli azzurri si distraggono e vengono raggiunti al 25° da Dabbur, lesto ad approfittare di un errore di Allan.

Nel secondo tempo il Napoli arretra troppo nella propria metà campo lasciando il gioco nelle mani degli austriaci. La conseguenza dell’atteggiamento partenopeo è il vantaggio degli austriaci al 65° ad opera di Gulbrandsen, lesto a fiondarsi su un cross di Ulmer e depositare la palla in rete. Il Napoli tiene botta fino al 92°, quando subisce il terzo gol su botta a volo di Lietgeb.