Gattuso
Gattuso

Milano calcistica è pronta ad assistere all’ennesima rivoluzione tecnica di Milan ed Inter. Sarà la volta buona per vedere un progetto vincente e duraturo? In tanti se lo staranno chiedendo.

Dopo 83 panchine, 41 vittorie, 1,75 di media punti a partita, Gattuso ha deciso di lasciare la guida dei rossoneri. Non è bastato raggiungere il punteggio più alto in campionato degli ultimi sei anni: il punto in meno dalla zona Champions, competizione che i rossoneri non frequentano dal 2013-14, è considerato sinonimo di fallimento, nonostante Gattuso qualche giorno fa abbia dichiarato che la società non gli aveva mai imposto di arrivare nelle prime quattro in classifica. Ringhio ci ha provato ugualmente e, al dire il vero, a 9 minuti dalla fine del campionato era dentro. Poi, il gol di Keita e i miracoli di Handanovic hanno riportato i rivali nerazzurri al quarto posto.

Nel girone di ritorno, il Milan ha racimolato 37 punti quanto la Juventus Campione d’Italia. Purtroppo, dopo aver conquistato a marzo il 3° posto, le sconfitte contro Inter, Juve e Torino ed il pareggio con il Parma hanno fatto scivolare la squadra al 5° posto. A nulla sono valse le ultime quattro vittorie consecutive.

Gattuso, dopo un anno e mezzo, esce di scena a mani vuote, a differenza di Montella, suo predecessore, che almeno era riuscito a vincere la Supercoppa italiana. Oltre alla mancata qualificazione in Champions, due saranno i rammarichi che si porterà dietro: le sconfitte in finale di Coppa Italia e Supercoppa contro la Juve.

Chi lo sostituirà? Difficile dirlo, considerando che anche la società avrà un nuovo assetto: fuori Leonardo, dentro Luis Campos, attuale DS del Lille, con lo stesso Maldini in bilico.

Sulla sponda nerazzurra, tutto è pronto per accogliere Conte, che sostituirà in panchina Spalletti. L’ex allenatore bianconero è stato voluto fortemente da Marotta, con il quale ha dato il via al ciclo vincente della Juventus. La speranza del popolo interista è di vedere l’identica cosa accadere per la loro squadra. Il compito del mister leccese sarà impegnativo: portare la sua filosofia di gioco, fatta di corsa, sacrificio e pressing, in uno spogliatoio diviso e con calciatori che non hanno mai mostrato carattere e senso di appartenenza. Ci sarà sicuramente epurazione, ma la portata è ancora sconosciuta. Per adesso, il sicuro partente sarà Icardi, ormai poco gradito alla società ed alla tifoseria.