Maurizio Sarri
Maurizio Sarri | Foto Getty Images

Se si dovessero analizzare le prime quattro giornate di campionato come se fossero il triplo, gli indizi fino ad ora lasciati a terra sotto forma di briciole andrebbero tutti in direzione del Centro Sportivo Suning, luogo in cui il “profeta” Antonio Conte detta le regole per essere vincenti.

L’Inter è, almeno fino ad ora, la squadra più quadrata, sicuramente non spettacolare, ma che riesce ad unire solidità difensiva ed estrema efficacia offensiva. La vittoria nel derby non si è limitata, come negli altri anni, a decretare l’egemonia cittadina: questa volta lascia un sentore diverso, il quale ha il sapore dolce di un gelato alla frutta da leccare lentamente e accuratamente. Conte sta plasmando, a sua immagine e somiglianza, una squadra che sarà difficile battere, sicuramente inferiore a livello tecnico a Juventus e Napoli, ma in grado di vincere le partite anche quando tutto lasci presagire il contrario.

La “Vecchia Signora”, che insegue a due punti di distanza, appare ancora indietro a livello tattico e fisico. Sarri sta cercando di insegnare ai suoi cosa significa muoversi in sinergia, in modo da sfruttare l’enorme potenziale tecnico che la squadra ha nelle sue corde. Compito non facile, considerando i cinque anni precedenti dove c’era molta più improvvisazione e gioco prettamente votato alla difensiva. La difesa è, per adesso, il tallone d’Achille della Juve. Su ogni palla da fermo, che sia calcio d’angolo o punizione, i tifosi palpitano e non poco.

Così come contro il Napoli e l’Atletico Madrid, anche col Verona si è rischiato e non poco sulle palle alte. Per fortuna che in porta c’era Buffon, capace di tamponare ogni spiovente che arrivava in area, oltre che parare quando necessario. Insomma, i bianconeri devono fare tanta strada prima di diventare ciò che non sono mai stati: una squadra.

Che dire del Napoli? Dopo la stupenda vittoria contro il Liverpool in Champions, i partenopei hanno demolito il Lecce in trasferta, mettendo nuovamente in risalto l’enorme potenziale offensivo. Ancelotti dovrà ancora lavorare sul reparto offensivo ma, una volta trovata la chiave giusta, il Napoli potrà puntare a vincere il campionato.