GP del Bahrain

Dopo la delusione all’esordio stagionale in Australia sul circuito di Albert Park, la Ferrari SF90 cerca il riscatto nel GP del Bahrain, che si correrà sul circuito di Sakhir a Manama domenica. Domani inizieranno le prove libere, che forniranno già indicazioni sullo stato di forma di macchine e piloti.

Il 4° posto di Vettel nella gara di Melbourne è imputabile soprattutto alla scelta delle gomme, le quali hanno provocato un forte calo nel finale. LeClerc, dietro le spalle del compagno, ha desistito nel sorpasso per un ordine di scuderia. Vincitore del GP non è stato Hamilton, partito in pole, ma il suo compagno di squadra Valtteri Bottas. Al terzo posto si è piazzato Max Verstappen sulla sua Red Bull, autore di un’ottima gara.

Se il riscatto è il sentimento predominante in tutta la scuderia della “Rossa” di Maranello, bisogna però tenere a mente che il circuito di Sakhir presenta non poche insidie. L’essere posizionato in pieno deserto causa spesso sabbia sulla pista portata dal vento, cosa che può fortemente condizionare la gara. Per rimediare all’inconveniente, gli organizzatori della gara utilizzano uno speciale spray adesivo per trattare le zone sabbiose che sono intorno la circuito.

La lunghezza del circuito è di 5,412 km e viene percorso ben 57 volte. Da quanto avvenne il suo debutto in Formula Uno nel 2004, il GP del Baharin è diventato tappa fissa quasi tutti gli anni, ad eccezion fatta per il 2011 a causa delle proteste da parte della cosiddetta primavera araba.

I tifosi della Rossa, che saranno tantissimi sugli spalti, aspettano con ansia di vedere le monoposto guidata da Vettel e LeClerc tagliare il traguardo per prima. Solo dopo le prove libere di domani, e le qualifiche di sabato, si potrà dire se tali speranza si tramuteranno in realtà.