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L’esegesi della regola del fuorigioco nel calcio

La regola del fuorigioco è una delle più famose nel calcio ma anche una delle più controverse (almeno fino a prima dell’introduzione del VAR).

Ma quando venne introdotta? Dopo la metà del 19° secolo, il calcio era un mix tra quello che conosciamo oggi e il rugby. Prima della formazione della Football Association, venivano utilizzate le “Regole di Cambridge”, le quali affermavano che a un giocatore non era permesso toccare la palla se fosse in piedi di fronte ad essa, in modo simile alle regole imposte oggi nel rugby.

Nel 1863, la neonata Football Association redisse le Regole del gioco del calcio, stabilendo che non era consentito alcun passaggio in avanti a meno che la palla non venisse colpita da dietro la linea di porta. Queste regole furono adottate dalla London Football Association, mentre la Sheffield Football Association aveva una regola più simile al fuorigioco conosciuto oggi e stabiliva che un attaccante della squadra avversaria doveva trovarsi in linea col difensore dell’altra.

Quando le Regole del gioco furono modificate nel 1866, venne trovato un compromesso: la Regola di Cambridge venne modifica: adesso erano necessari “almeno tre giocatori” anziché “più di tre”. Nel 1925 la regola cambiò in “due” anziché in tre, con un notevole aumento del numero di goal segnati.

Nel 1990 fu apportata una modifica alla regola del fuorigioco per dichiarare che un giocatore era in linea se si trovava all’altezza del penultimo avversario da affrontare. Ciò significa che se una parte del corpo di un giocatore in attacco è avanti alla sagoma del penultimo giocatore della squadra che difende, allora il giocatore che attacca è in fuorigioco.

Ci sono tre punti importanti da considerare quando si discute se un giocatore è o meno in fuorigioco:

  • Un giocatore non può essere in fuorigioco se si trova nella propria metà campo difensiva.
  • Essere in fuorigioco non è punibile, ma lo diventa soltanto se il giocatore tenta di toccare la palla dopo che è stata giocata in avanti da un compagno di squadra.
  • Nel caso in cui il giocatore è in linea col portiere della squadra avversaria, non è fuorigioco. Se, invece, il corpo è leggermente in avanti rispetto a quello del portiere, è fuorigioco. Invece, non l’ho è se davanti all’attaccante ci sono almeno due giocatori della squadra avversaria.

Negli ultimi anni la regola è stata modificata in alcuni punti. Ad esempio, è fuorigioco il giocatore che interferisce con il gioco, anche se non tocca la palla. In poche parole, se questi impedisce al portiere o ad un difensore di intervenire oppure se si trova esattamente sulla traiettoria della palla, oscurando la visuale del portiere, allora è considerato in fuorigioco.

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