Romero fa il gondoliere: Venezia, lasciamo l’acqua alta

Sergio Romero è la sicurezza del Venezia anche per la seconda parte di stagione. L’argentino si è subito ambientato, prendendo la porta lagunare.

Romero ok foto LaPresse
Sergio Romero portiere subito leader a Venezia – foto LaPresse

Il riscatto in mezzo a tanta panchina. L’argentino Sergio Romero ha avuto sostanzialmente una carriera strana, in nazionale è stato spesso un eroe, in Europa un panchinaro da poche gare l’anno. Il portiere ha una situazione statistica spesso ingarbugliata, trovando a Venezia ora il giusto spazio che probabilmente meritava anche in passato.

Romero ha rappresentato la soluzione low cost dei lagunari, a novembre il Venezia si era ritrovato senza certezze in porta: tanti estremi difensori, ma nessuno a dare garanzie, un po’ per qualità tecniche, un po’ anche per infortuni, come nel caso di Luca Lezzerini che comunque ha rinnovato sino al 2024.

In porta, dunque, dentro Sergio Romero, che già dalla partita contro la Fiorentina ha dimostrato di essere pienamente in forma. Non ha dimenticato i fondamentali e – anzi – la sua esperienza è utile a un Venezia con tanti esperimenti in ogni reparti. Solo due elementi in quello difensivo hanno giocato in Serie A, Mattia Caldara e Cristian Molinaro, la guida di tutto il gruppo.

Il percorso a ostacoli, la Laguna da salvare

Romero e arbitro - foto LaPresse
L’argentino spesso polemico con gli arbitri – foto LaPresse

Il portiere argentino ha trovato spazio e nuove motivazioni. Sergio Romero ha entusiasmato con la maglia dell’Argentina, fu l’eroe nel 2014 quando divenne imbattibile contro l’Olanda nella semifinale dei mondiali, consentendo ai rigori di portare la selection in finale. Quest’ultima persa poi contro la Germania, il rimpianto è di non aver resistito sino al 120° minuto, ai rigori poteva vantare una buona stella.

Quasi cento le partite con la sua nazionale, molte di meno con i vari club. Il boom fu con l’Az Alkmaar, non ha avuto poi moltissima continuità in Europa.

Il precedente cammino italiano è significativo, arrivò alla Sampdoria addirittura nell’anno della Serie B. Era il 2011, Sergio Romero rappresentava un lusso per i doriani, che lo tennero poi nella stagione successiva nella massima serie. Qualche polemica e qualche malumore, il prestito con diritto di riscatto al Monaco, poche gare e tanta panchina dietro il croato Subasic.

Il ritorno a Genova da quasi separato in casa e lo svincolo, che lo hanno portato poi al Manchester United ritrovando Louis Van Gaal e una continuità solo nelle coppe. In cinque stagioni inglesi ha giocato solamente sette partite in Premier League, decisamente poco per le sue qualità.

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Venezia è probabilmente l’ultima tappa, salvare i lagunari e poi prolungare il contratto potrebbe essere l’ambizione di Sergio Romero a 34 anni.