Ecco il segreto che ha portato il Real e Ancelotti all’ennesima finale -video-

Carlo Ancelotti ha vinto la sfida con Guardiola grazie a pazienza e grande saggezza: il tecnico di Reggiolo ha spiegato quali sono state le mosse che hanno cambiato il destino della storica semifinale con il Manchester City.

La semifinale di Champions tra Real Madrid e Manchester City è già entrata nella storia. Una doppia sfida straordinaria che ha messo in mostra tutte le qualità di entrambe le squadre, ma che ha confermato ancora una volta lo status di leggenda vivente dell’allenatore italiano più vincente di sempre, Carlo Ancelotti. Un tecnico che, per qualcuno, vince solo grazie alla fortuna. Un fattore che effettivamente non può essere negato. Ma il segreto per il suo successo, nella sfida di ritorno con il City, è forse un altro, e lo ha spiegato lo stesso Carletto in maniera semplice nel post partita.

Carlo Ancelotti Real City
Carlo Ancelotti (ANSA)

La parola chiave per il successo del Real Madrid guidato dall’allenatore di Reggiolo è una sola: saggezza. Saranno le quasi 63 primavere che si porta sulle spalle, o l’esperienza straordinaria accumulata prima da giocatore, poi in panchina, ma se c’è un uomo nel calcio che può definirsi saggio, quello è proprio Ancelotti.

Saggio nel suo senso della misura. Saggio nella sua capacità di interpretare il momento, e anche in quella semplicità fuori dal comune con cui riesce a comunicare le proprie emozioni e idee ai calciatori più importanti del mondo. Questo è il motivo per cui è riuscito a trasformare l’incubo della sfida con il City in un trionfo, con una mossa molto concreta spiegata ai microfoni di Prime Video.

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La forza straordinaria della rosa a disposizione di Ancelotti al Real Madrid sta nell’incredibile connubio tra vecchie volpi del calcio internazionale, fuoriclasse che hanno vinto tutto e che sanno come si vince, da Benzema a Modric, passando per Kroos e Casemiro, e giovani emergenti dal talento pazzesco che riescono a mettere in mostra le proprie capacità solo a sprazzi, ma che hanno nelle loro mani e nei loro piedi il futuro. Stiamo parlando di giovani campioni come Rodrygo, ma anche Camavinga, Vinicius e altri ancora.

Ancelotti e Guardiola
Ancelotti saluta Guardiola a fine partita (ANSA)

Due anime quasi separate del Real che Ancelotti ha saputo unire in un’amalgama unica, creando un’alchimia assolutamente vincente. Il tutto sfruttandone le rispettive caratteristiche e peculiarità. Durante la gara di ritorno, ad esempio, ha per quasi novanta minuti fatto affidamento sulle incredibili doti, anche di lettura, dei propri senatori. Ma quando verso la fine le squadre iniziavano a mostrare segni di stanchezza e bisognava svoltare con una buona iniezione di energia, non ha avuto alcun dubbio nel togliere certi fuoriclasse per far spazio alle sue giovani armi da fuoco sedute in panchina, come spiegato in questo breve estratto dell’intervista post-partita.

 

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Parole semplici e dirette con cui Ancelotti ha dato una vera lezione di calcio a Seedorf, il talent che gli ha posto la domanda, ma anche a tutti gli spettatori a casa, e probabilmente allo stesso Guardiola, che nell’occasione non ha dimostrato le stesse capacità di leggere le partite. Questione di esperienza, forse, ma anche di un’innata predisposizione ad essere un vero “leader calmo”.