Sceneggiate in campo, quando i grandi protagonisti perdono la testa

Capita spesso di vedere calciatori e allenatori fare delle vere e proprie sceneggiate in campo. Un banale contrasto, ad esempio, diventa un fallo violento

Calciatori sfiorati in normali contrasti, ma che reagiscono in modo esagerato. Tocchi innocenti, o comunque non pericolosi o violenti, che sembrano dei ganci sferzati con violenza. Reazioni inconsulte, nervosismo. Giocatori che si rotolano a terra doloranti non si sa per cosa. Un vero e proprio atto di recitazione, con delle sceneggiate sui campi di calcio che spesso meriterebbero un Oscar. Anche gli allenatori spesso si fanno coinvolgere dalla tensione, che talvolta porta a reazioni spropositate.

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Sceneggiate in campo, quando i grandi protagonisti perdono la testa (Instagram)

Pensiamo all’allenatore della Juventus Max Allegri, che sia ieri nella finale di Coppa Italia contro l’Inter che in occasione dell’ultima gara di campionato, sempre contro i nerazzurri, è andato di matto. All’epoca se la prese con il quarto uomo. Reazioni isteriche alla concessione di un (netto) rigore, e anche in finale di Coppa Italia una sorta di crisi nervosa perché a suo dire è stato colpito da un membro della panchina avversaria con un calcetto. Nervosismo a fior di pelle, con il tecnico dell’Inter che già si rese protagonista, anni fa, di una incredibile sceneggiata in occasione di una partita tra la sua squadra e il Carpi.

Sceneggiate in campo: da Allegri a Neymar, i casi sono tantissimi

La Juventus subì il gol del pareggio e lui andò di matto, togliendosi la giacca e (quasi) stracciandola come una vecchia pezza. Anche in futuro Allegri si è sfogato con la sua giacca, togliendosela e agitandosi parecchio. Ma non solo gli allenatori sono protagonisti di sceneggiate assurde. Sempre in Juventus-Inter, il nerazzurro D’Ambrosio e l’attaccante Vlahovic furono protagonisti di un parapiglia nato per un tocco davvero ininfluente. E lo stesso è capitato a De Ligt. Qualcosa di simile è accaduto anche nella finale di Coppa Italia di ieri. Scaramucce trasformate in atto di dolore e nervosismo esagerati.

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Vlahovic e De Ligt (Instagram)

E nemmeno i grandi campioni riescono ad evitare simili figuracce. E’ il caso di un “classico”, Neymar: il brasiliano, soprattutto agli ultimi Mondiali, fu protagonista di assurde scene di dolore per dei falli assolutamente normali. Rotolate per terra, grida inconsulte e mani in faccia al primo tocco con un avversario. Atteggiamenti comunque sportivamente scorretti, che talvolta sono stati sanzionati dagli arbitri con una ramanzina o un più perentorio cartellino giallo.

 

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