Gasperini capolista solitario in Serie A, ma l’allenatore dell’Atalanta non piace a tutti

L’allenatore dell’Atalanta Gian Piero Gasperini si gode il primato solitario per la seconda volta nella storia. Eppure il tecnico ha ancora molti detrattori

E meno male che la sua Atalanta aveva venduto tanti giocatori ed era in difficoltà. I nerazzurri sono, invece, al primo posto in classifica. Solitari al comando della Serie A. Non accadeva da 54 anni, ma all’epoca si era soltanto alla seconda giornata. Neanche negli anni migliori della “Dea” si registrò un risultato così prestigioso. Eppure, si parlava tanto di ridimensionamento, a partire dal deludente risultato della scorsa stagione, quando i bergamaschi non hanno centrato la qualificazione nelle coppe europee. Poi la cessione di molti giocatori (oltre Gosens lo scorso gennaio registriamo quelle di Freuler e Ilicic, tra gli altri, e il doping per Palomino) e una serie di problemi, come il grave infortunio a Djimsiti.

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Gasperini capolista solitario in Serie A, ma l’allenatore dell’Atalanta non piace a tutti (Ansa)

Insomma un vero e proprio disastro annunciato. E invece le cose sono andate diversamente: la “settimana tipo” fa lavorare bene il Gasp, che con la settimana tipo ha trovato rapidamente il giusto assetto. Eppure, anziché essere celebrato e rispettato dagli sportivi italiani, è uno degli allenatori più “antipatici”: A farlo mettere nel mirino sono, in particolare, alcune accuse di razzismo derivate da sue dichiarazioni. Premesso che in rete girano dichiarazioni a lui attribuite e che non sono confermate, altre invece ben certificate hanno aperto parecchie polemiche. A partire dalla risposta ad Ancelotti dopo i “buu” contro Koulibaly.

Gasperini e il razzismo: un tema sempre delicato

“Secondo me non c’entrano nulla col razzismo  Quello è un’altra cosa, quello è più che altro un problema di educazione – spiegò Gasperini gli ululati sono come le offese, e io ne ho sentite tante”. Poi un’ulteriore spiegazione: “Deprecabile, per innervosire il miglior giocatore avversario – ha spiegato il tecnico – esattamente come le offese di cui parlavo”. E infine: “Come fa ad essere razzista un tifoso che fa il tifo per Asamoah e per Duván Zapata? Il razzismo è un’altra cosa, molto più seria”. Altra parentesi sul tema fu quando Gasperini si rifiutò di stigmatizzare l’attacco razzista di Mirco Mioli, team manager dell’Atalanta, a un tifoso del Napoli.

Gasperini in conferenza foto LaPresse
Gian Piero Gasperini – foto LaPresse

“Non è un problema mio e nemmeno del club”, liquidò così l’argomento Gasperini. L’ultima fu poi sul tema della pandemia: anche in questo caso Gasperini non esitò a esprimere un concetto che fece discutere molto: “In Lombardia, siamo sufficientemente organizzati, pur se in difficoltà. Mi chiedo cosa potrebbe accadere a Roma, a Napoli”, disse in un’intervista Corriere dello Sport in pieno lockdown. Da qui una fama che Gasperini ha comunque tutto il tempo per togliersi.