La sera ti prende per mano a Melbourne: luci fredde, aria calda, e la sensazione che ogni punto possa cambiare la storia di due carriere che si rincorrono da tempo.
in cui il brusio si abbassa. È quando capisci che la corsa entra nel vivo e che i margini d’errore si assottigliano. Jannik Sinner è tornato su quel terreno che premia ritmo, lucidità e piedi rapidi. La sua traiettoria è stata pulita, senza fronzoli, da giocatore che sa cosa cercare nei punti che contano.
Il pubblico sente i cambi d’inerzia, esulta sui vincenti secchi, trattiene il fiato sulle palle break. Qui il tennis non è soltanto tecnica. È gestione emotiva. È capacità di spegnere il rumore dentro.
Sarà Ben Shelton l’avversario di Sinner nei quarti di finale, dopo la vittoria dell’americano su Casper Ruud in quattro set. È il decimo confronto ufficiale tra i due. Il testa-a-testa dice 8-1 per l’altoatesino. Numeri pesanti, ma non conclusivi: sul cemento di Melbourne Park i precedenti spiegano, non decidono.
Il quadro è chiaro: Sinner ha costruito il vantaggio sulla regolarità. Prime piatta sul corpo, seconde profonde, risposta aggressiva. Ha neutralizzato il primo colpo di Shelton, riducendo il campo d’azione del suo mancino. L’americano, però, è cambiato. Il suo servizio mancino a uscire nell’angolo dei vantaggi apre varchi enormi. Le sue prime superano spesso i 230 km/h. E negli scambi brevi ha imparato a scegliere meglio, senza cercare sempre il colpo da copertina.
Le chiavi del quarto di Melbourne
La risposta di Sinner. È una delle migliori del circuito. Se legge la direzione, toglie metri e toglie tempo. Farà la differenza sulle palle break. Le seconde di Shelton. Se galleggiano, Jannik entra e comanda. Se sono cariche e profonde, l’americano si porta lo scambio sul terreno preferito: due colpi e via. La diagonale di rovescio. Il rovescio di Sinner è una leva. Tiene la diagonale e poi spacca in lungolinea. Shelton dovrà accorciare e cambiare ritmo con lo slice. La gestione dei game corti. Con un big server, i set volano al tie-break. La qualità al servizio nei punti pari diventa decisiva.
Serata o pomeriggio cambia inerzia e rimbalzo. Al momento non ci sono dettagli ufficiali sull’orario di gioco, quindi è presto per dire quanto inciderà. In ogni caso, il cemento australiano premia chi fa la prima mossa, ma non perdona la fretta.
8-1 Sinner nei confronti diretti. È un’àncora per l’azzurro e una scintilla per Shelton. L’americano conosce il copione: servizio, spinta di dritto, sortita a rete. L’italiano sa dove intervenire: profondità costante, variazioni nel ritmo, scelta chirurgica del cambio di direzione.





