Quando si sottovalutano gli avversari, ecco cosa si rischia… – VIDEO –

Il documentario dedicato alla Juventus, All or Nothing, è servito anche a scoprire la reazione dello spogliatoio dopo le vittorie e dopo le sconfitte più dolorose. Come questa, arrivata per colpa di un atteggiamento completamente sbagliato nei confronti degli avversari.

Se c’è una lezione che lo sport ha insegnato più volte nella sua storia, è questa: guai a sottovalutare gli avversari. Se sei forte, molto più forte, rispetto al tuo rivale, devi comunque mantenere la concentrazione, la freddezza e la lucidità, oltre al rispetto, per poter riuscire a ottenere la vittoria. Se scendi in campo o sali su un ring con la vittoria già in tasca, è quasi scontato che il risultato sarà un altro: una sonora e severa sconfitta.

Juventus Porto
Juventus Porto (LaPresse)

Nel calcio questa cosa è successa molte volte, anche a grandi squadre italiane, come la Juventus. Ne ha dato prova il documentario All or Nothing, in cui viene data ampia testimonianza della partita, o meglio della sconfitta, che ha di fatto messo fine all’avventura di Cristiano Ronaldo in maglia bianconera.

C’è un giorno, infatti, in cui il rapporto tra il club e il campione portoghese si è rotto definitivamente: il giorno di Juventus-Porto, l’ennesima eliminazione precoce della Vecchia Signora dalla Champions, ma molto più dolorosa di altre, arrivata contro un avversario più debole. Un avversario che è stato troppo sottovalutato, al punto da subire la più cocente delle delusioni.

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Juventus: alcune sconfitte lasciano il segno

Ci sono sconfitte e sconfitte. Alcune passano, scivolano via, quasi senza alcun danno, quasi senza essere sentite. Ce ne sono altre che invece rimangono impresse sulla nostra pelle, nel nostro cuore, ferite inguaribili che ci portiamo dietro per tutta la vita. Come quella che è costata alla Juventus l’eliminazione dalla Champions contro il Porto, nell’unica stagione a guida Andrea Pirlo.

Bonucci Juventus
Bonucci Juventus (LaPresse)

Ti rimane quell’amarezza di aver buttato via un’opportunità“, ha dichiarato, mesi dopo, Leo Bonucci, uno dei pilastri dello spogliatoio bianconero. Uno spogliatoio che uscì da quella partita a pezzi e che miracolosamente trovò poi la forza per reagire e riconquistare la Champions nel finale della stagione. Ma quelle immagini, quella delusione, non sono mai state davvero dimenticate.

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Per Bonucci, forse tutti loro avrebbero potuto fare qualcosa in più a livello di rabbia agonistica. Ma in quella maledetta sera qualcosa non funzionò nella testa e nelle gambe di molti di loro e il risultato fu una vera beffa. Una di quelle cicatrici che tutti i giocatori coinvolti si porteranno dentro per tutta la vita.

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