calcio e razzismo

Il calcio italiano è ripartito dopo il boxing day di fine anno. Non è ancora campionato, ma le partite di Coppa Italia hanno comunque riacceso i riflettori. Lazio, Juventus, Inter, Napoli, Fiorentina e Milan si sono qualificate ai quarti di finale, a cui si aggiungeranno le vincenti delle sfide Cagliari-Atalanta e Roma-Entella. Il prossimo turno presenterà dei match interessanti. Il Napoli affronterà il Milan, l’Inter la Lazio, mentre Fiorentina e Juventus devono aspettare stasera prima di sapere chi sarà la prossima avversaria. La prima, salvo clamorosi “accadimenti”, dovrebbe affrontare la Roma, mentre la seconda una tra Atalanta e Cagliari.

Purtroppo però il nuovo anno calcistico si è tirato dietro i problemi del vecchio. Le immagini dei violenti scontri del 26 dicembre, poco prima dell’inizio della partita Inter-Napoli ed in cui è deceduto il tifoso interista Daniele Belardinelli, sono ancora sotto gli occhi di tutti gli appassionati. Le indagini per individuare altri colpevoli, oltre a quelli che sono già in galera o ai domiciliari, sono ancora in corso. Se la giornata di Coppa Italia non è stata funestata da altri scontri, non sono mancati i soliti “buu” razzisti e i cori di discriminazione territoriale.

Sabato pomeriggio, durante il match Lazio-Novara, dalla curva laziale si sono alzati cori antisemiti. Intorno alla mezz’ora del primo tempo, gli ultra dei biancocelesti hanno intonato “giallorosso ebreo” e “questa Roma qua sembra l’Africa”. Cori anche contro le forze dell’ordine, contro le quali alcuni ultras della Lazio si sono scontrati martedì notte a Piazza della Libertà, in occasione della festa per il compleanno del club.

A Bologna, durante il match della squadra locale contro la Juventus, si sono sentiti ululati razzisti nei confronti del giovane attaccante juventino Kean. La tifoseria bolognese si è difesa dicendo che i buu erano stati rivolti un po’ a tutti i giocatori bianconeri. Insomma, nonostante vertici e propositi di pugno duro contro tifosi violenti e razzisti, tutto è rimasto tale. Chi si macchia di questi esecrabili episodi continua a frequentare lo stadio, come se nulla fosse.

Foto da cronachediordinariorazzismo.org